Artigianato ed Occupazione: Sindacato CLAS ”Persi migliaia di posti di lavoro e la possibilità di tramandare tradizione e made in Italy. Si punti sulla formazione professionale”
I dati raccolti negli ultimi anni, circa l’andamento dell’occupazione nelle piccole e medie imprese artigiane italiane, rappresentano una condizione di preoccupante arretramento del settore e con esso dell’occupazione stessa, con circa 300.000 aziende in meno.
I migliaia di artigiani che hanno chiuso per sempre le saracinesche delle loro attività, a causa di affitti carissimi, della crisi pandemica, della difficoltà di reperire personale, dello sviluppo eccessivo del commercio on line dei grandi brand, ma anche della mancanza di ricorso al riciclo, stanno di fatto spopolando molti quartieri e periferie delle nostre città, ed appartengono in modo particolare al settore artigiano7 manifatturiero.
E’ nei settori dei servizi all’impresa, dell’estetica e del web che registriamo invece un incremento delle assunzioni, settori che meriterebbero una contrattazione collettiva più avanzata e conforme anche allo sviluppo di nuove forme di lavoro e professionalità.
Commenta Simona Rossi Querin della Segreteria Generale Sindacato CLAS: “Purtroppo la chiusura o l’importante ridimensionamento delle migliaia di attività artigiane, dovuto soprattutto alla mancanza di spinte e finanziamenti forti al settore, non ha favorito nemmeno lo sviluppo di una formazione professionale, facendo mancare di fatto anche un ricambio generazionale. I nostri giovani non vengono formati ed indirizzati al lavoro artigiano, non conoscono buona parte delle professioni. Questo determina la sparizione di figure professionali portatori di tradizione, che costituiscono il 20% delle imprese del nostro tessuto produttivo e del nostro made in Italy e di fatto svaniscono migliaia di possibili posti di lavoro. Si punti sulla formazione professionale, si investa sulla artigianalità come eccellenza Italiana”
L’Ufficio Stampa Sindacato CLAS

