Donne e Lavoro: tra incertezza e precarietà  

Commenta il Segretario Nazionale Simona Rossi Querin di Sindacato CLAS: ” Fare il punto sulla condizione occupazionale del Paese, attraverso i dati dell’Osservatorio sul Precariato per i primi 5 mesi 2022, continua a portare a galla quello che denunciamo da sempre: una condizione femminile allarmante.

Come dato generale, si evince da una parte un incremento, rispetto al 2021, delle assunzioni intermittenti (+62%) e delle stagionali (+60%), dei tempi determinati (+40%) e delle trasformazioni da tempo determinato ad indeterminato dei contratti di lavoro (+71%), dall’altra si assiste ad un aumento delle cessazioni dei rapporti di lavoro del +44%.

La maggior parte dei suddetti lavori precari però, sono svolti da donne, lavori a tempo determinato, stagionali, con retribuzioni ridicole e difficoltà di conciliazione della vita professionale con le esigenze di cura di famiglia e figli, attestando il Gender Gap nel settore privato al 17,9%.

Durante questa interminabile pandemia, abbiamo avuto nel nostro Paese una perdita incontrollabile della già esigua occupazione femminile e come sottolineato dal Cnel  siamo state Le ultime ad entrare, le prime ad uscire”.

La proposta che il Sindacato CLAS presenta non puo’ che essere mirata alla creazione di un sistema di welfare che garantisca un elevato livello di protezione sociale, non attraverso micro e saltuari riconoscimenti economici, ma una strutturale riforma di aiuti fiscali ed una rete di servizi ad imprese e lavoratrici, che consenta di mantenere in essere il posto di lavoro ma con la garanzia di una assistenza a figli ed a familiari adeguata e continuativa.”

L’ufficio Stampa Sindacato CLAS

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