Contro il lavoro povero: “ora salario minimo anche in Italia”.

Intervento del Presidente Davide Favero della Confederazione Nazionale di Sindacato CLAS

“E’ il momento di mettere in atto, non solo in Europa ma anche in Italia, interventi legislativi contro la precarietà ed i salari bassi per garantire a tutti i lavoratori un’equa retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del proprio lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Occorre poi favorire l’occupazione di donne e giovani attraverso una mirata decontribuzione”. Continua il leader della Confederazione di Sindacato CLAS, Favero “istituire il salario minimo garantito per legge è una necessità per il futuro del lavoro e dell’economia nazionale e per ridare dignità alle lavoratici e ai lavoratori di tutta Italia”. Attualmente oltre 3 milioni di lavoratori hanno salari minimi contrattuali orari inferiori ai 9 euro lordi, questa è la soglia indicata nel provvedimento di legge sotto la quale non si può vivere. I lavoratori dipendenti del settore privato potrebbero così beneficiare di un aumento salariale medio di 1.073 euro annui e sono: le guardie giurate, servizi ausiliari, fiduciari e integrati, addette/i alla pulizie, addette/i mensa, camerieri, cuochi e pizzaioli, saldatori e gruisti, centralinisti, giardinieri, autisti, addette/i alle vendite e magazzinieri, personale domestico e colf, operai agricoli, sono alcuni degli oltre 3 milioni di lavoratori che sono inquadrati nei livelli più bassi dei contratti collettivi nazionali, in vigore per i settori di riferimento e stipulati dalle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In pratica in quasi tutti i principali contratti collettivi nazionali ci sono livelli contrattuali con retribuzioni tabellari orarie inferiori a 9 euro.

Conclude il Presidente di Sindacato CLAS Davide Favero “Riteniamo che istituire una legge sul salario minimo, porterà effetti positivi sull’economia generale del paese, tradotto, più potere d’acquisto per i lavoratori, più consumi e meno diseguaglianze”.

Ufficio stampa nazionale Sindacato CLAS

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