Inidoneità alla mansione: l’obbligo per il datore di lavoro

In caso di licenziamento per inidoneità sopravvenuta alla mansione, certificato dal medico del lavoro, è onere del datore di lavoro, provare l’assenza di posizioni, mansioni o qualifiche inferiori, cui poter adibire il dipendente.

Dichiara Simona Rossi Querin Segretario Nazionale Sindacato CLAS: “Accade purtroppo che il lavoratore o la lavoratrice diventino inabili alle mansioni specifiche svolte, a causa di sopraggiunti problemi di salute o per l’aggravamento di patologie pregresse. In molti casi  si crea conflitto tra diritto alla salute, al lavoro e il diritto al libero esercizio dell’impresa. La società deve ricercare e  proporre al lavoratore “ove possibile” mansioni equivalenti o inferiori, seguendo un principio di correttezza , offrendo soluzioni idonee allo stato di salute del dipendente”

Continua Rossi Querin : ”In caso di licenziamento del dipendente per inabilità accertata alla mansione, l’azienda deve poter documentare la ricerca di soluzioni adatte alla nuova condizione di salute del lavoratore o della lavoratrice, pena l’annullamento in sede giudiziale del licenziamento stesso. Non è sufficiente il “Non so che farti fare” per allontanare dalla sede lavorativa un dipendente già gravato da cattiva condizione di salute”

Se questo è il tuo caso, rivolgiti ai nostri uffici  Vertenze Sindacato CLAS.

Ufficio stampa Sindacato CLAS

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